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Back SICUREZZA FORZE DELL'ORDINE Polizia di Stato Terrorismo, arrestato un 29enne a Crotone: «A queste persone dovrebbe essere tagliata la gola»

Terrorismo, arrestato un 29enne a Crotone: «A queste persone dovrebbe essere tagliata la gola»

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Polizia_auto_notteRoma, 19 giu - La Polizia di Stato di Crotone ha concluso questa mattina una complessa operazione antiterrorismo che ha portato all'arresto di un 29enne iracheno ritenuto responsabile del reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere.

Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro diretta dal Procuratore Capo Nicola Gratteri, sono state condotte dai poliziotti della Digos di Crotone «ed hanno permesso di riscontrare come l'arrestato, richiedente asilo, istigava alcuni inquilini del Centro Sprar di Crotone a partecipare all'organizzazione Isis e a perpetrare atti violenti con finalità terroristiche. L'attività di proselitismo - spiegano dalla Polizia - veniva svolta fornendo notizie, chiarimenti e materiali sullo Stato islamico e le sue finalità».

L'uomo, che «in più occasioni ha apertamente manifestato la propria appartenenza all´ISIS», riferisce sempre la Polizia, «ritenuto persona violenta e fortemente incline alle attività criminali, aveva manifestato esaltazione» in occasione del recente attentato terroristico di Manchester ed era dedito «alla quotidiana visione di video oltremodo cruenti riconducibili all´estremismo islamico».

Non solo. Le indagini della Polizia di Stato di Crotone e dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro «hanno permesso di captare una conversazione nella quale l’indagato riferisce alla sorella che, nonostante qualcuno gli avesse chiesto di rientrare nel suo paese d’origine per prendere parte alla “guerra santa”, la sua condivisione ai principi della Jihad lo avrebbero spinto a rimanere in Italia per “redimere gli infedeli”, riferendo espressamente che “a queste persone dovrebbe essere tagliata la gola”».

Al centro delle indagini anche un viaggio a Roma fatto dall´indagato il 22 marzo. Durante la sua permanenza nella capitale, particolarmente interessante per gli inquirenti risulta essere una conversazione ambientale nella quale l'uomo riferisce a un suo interlocutore che, mentre passeggiava tra le vie della capitale, le sue fattezze (la barba lunga e l´aver portato al seguito una busta in plastica) avevano cagionato un particolare allarmismo, tanto che la polizia sarebbe intervenuta controllandolo, a suo dire, molte volte «facendo risaltare nella circostanza che proprio quello era l'obiettivo che il prevenuto intendeva perseguire: cioè creare allarme e tensione in questo particolare periodo di ripetuti attacchi terroristici anche individuali», sottolinea la Polizia.

«Ad ulteriore riscontro dell´estremismo e del percorso di radicalizzazione intrapreso» dall'uomo, nonché del suo atteggiamento «volto a promuovere la Jihad», vi sarebbero «una serie di intercettazioni ambientali»: intercettazioni nel corso delle quali emerge come il 29enne «sia intento a visionare sul proprio smartphone numerosi video riconducibili all´ideologo Mullah Krekar, considerato uno dei principali ideatori dello Stato Islamico in Kurdistan», conclude la Polizia.



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