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Lombardia, finanziamenti pubblici: Finanza in Regione e in Finlombarda. Sequestrati documenti

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auto-finanza-117Milano, 17 mar - Un decreto di sequestro di documentazione è stato eseguito questa mattina dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Varese in Regione Lombardia e Finlombarda.

L'azione rientra nell’ambito delle indagini, delegate dalla Procura della Repubblica di Milano, per le ipotesi di reato di truffa, a carico del Direttore della Direzione Generale dello Sviluppo Economico di Regione Lombardia e di un ex Direttore Generale di Finlombarda S.p.A., e di corruzione, a carico di un attuale Consigliere della stessa società.

In particolare, l’attività è stata eseguita negli Uffici competenti della Regione Lombardia e di Finlombarda S.p.A., al fine di acquisire documentazione relativa ai rapporti con società di consulenza coinvolte nell’indagine e a pratiche di finanziamento concesse dalla società finanziaria in favore di piccole-medie imprese lombarde.

L’acquisizione documentale ha interessato gli accordi stipulati tra Regione Lombardia e la Banca Europea degli Investimenti (BEI) per la concessione, nell’anno 2009, di una linea di credito di 200.000.000,00 euro a favore di Finlombarda S.p.A. per finalità di finanziamento al tessuto imprenditoriale regionale.

Nell’ambito della stessa indagine è stato dato esecuzione a un ordine di esibizione e acquisizione di copia documentazione in 5 società fiduciarie con sedi in Lombardia, Toscana e Lazio.

L'attività investigativa, che nei giorni scorsi è stata caratterizzata anche dall’esecuzione di diverse perquisizioni locali disposte dall’Autorità Giudiziaria presso domicili, sedi operative e uffici dei principali soggetti coinvolti, riguarda le presunte “anomalie di gestione” di finanziamenti che Finlombarda S.p.A. avrebbe erogato, per conto di Regione Lombardia, nei confronti di alcune imprese.

Le indagini avrebbero posto in risalto - spiega la Guardia di Finanza in una nota - l’operato di dirigenti della società finanziaria regionale che, nel tempo, avrebbero «favorito il finanziamento di imprese lombarde».

Queste ultime, secondo gli inquirenti, sarebbero state incanalate verso il sistema di contribuzione pubblica «per il tramite di alcune società di consulenza riconducibili – attraverso schermature fiduciarie o prestanome– al dirigente di Regione Lombardia e a un ex direttore Generale di Finlombarda S.p.A.», sottolineano le Fiamme Gialle.

L'ipotesi di reato su cui si indaga prende spunto - spiega la Guardia di Finanza - «dal conflitto di interessi esistente in capo ai predetti soggetti che, da una parte, esercitano o esercitavano un’influenza diretta sullo stanziamento e sulla concessione dei finanziamenti pubblici, dall’altra, tramite i servizi di intermediazione e consulenza offerta a pagamento dalle agenzie a loro riferibili, “facilitano” l’ottenimento dei contributi pubblici (iniziative creditizie denominate "Credito Adesso" e "Made in Lombardy") alle imprese interessate».

Molte delle imprese che hanno ottenuto i finanziamenti non hanno adempiuto all’obbligo di restituire i prestiti agevolati ricevuti, perché fallite o inadempienti.

Sarebbero emersi inoltre profili di criticità connessi ai requisiti di solidità finanziaria delle aziende richiedenti il contributo pubblico già al momento della domanda di finanziamento, «artatamente occultati proprio grazie alla consulenza amministrativa di mediatori “qualificati”» che avrebbero «aiutato l’impresa a costruire e presentare la domanda di finanziamento, in modo tale da trarre in inganno l’Ente erogante», evidenzia la Guardia di Finanza.

L'altro filone investigativo riguarda invece un attuale Consigliere di Finlombarda S.p.A. che si sarebbe adoperato per condizionare i funzionari della società e far ottenere finanziamenti a vantaggio di imprese “amiche", in particolare nell’ambito del progetto "Minibond".

Le indagini avrebbero permesso di mettere in risalto l’esistenza di «un forte rapporto tra il Consigliere e il Presidente del Consiglio Direttivo dell'Associazione delle Piccole e Medie Industrie, CONFAPI Milano», in forza del quale i due avrebbero posto in essere - conclude la Guardia di Finanza - «una serie di condotte sistematicamente connesse tra loro e finalizzate a consentire alle imprese - contattate nell’ambito di CONFAPI – l’ottenimento di finanziamenti e contributi pubblici erogati da Finlombarda S.p.A., pur in assenza dei presupposti giuridico-economici per l'erogazione».


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