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Back SICUREZZA FORZE DELL'ORDINE Guardia di Finanza Bancarotta fraudolenta: nei guai una società edile di Cosenza. Denunciati gli amministratori

Bancarotta fraudolenta: nei guai una società edile di Cosenza. Denunciati gli amministratori

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auto-gdf-romaCosenza, 18 mag - Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza, nell’ambito delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Cosenza sotto la direzione del Procuratore Dr Spagnuolo, hanno denunciato gli amministratori di una società cosentina operante nel settore edile per bancarotta fraudolenta e sequestrato beni aziendali ceduti ad altra società.

«La società edile - spiega la Guardia di Finanza - formalmente gestita da un amministrare fittizio (cosiddetta “testa di legno”), dopo aver assunto debiti tributari per circa 2.000.000 di euro e altri debiti per circa 3.000.000 di euro, al fine di sottrarsi al pagamento dei debiti, ha ceduto i propri beni aziendali ad altra società controllata dallo stesso amministratore ed è stata avviata a fallimento».

Secondo i finanzieri, infatti, prima della dichiarazione del fallimento, la società, al fine di sottrarsi al pagamento dei debiti, avrebbe venduto terreni e automezzi nonché la titolarità di attestazioni di qualificazione necessarie per la partecipazione alle gare pubbliche, vera “ricchezza patrimoniale” disponibile dal soggetto avviato a fallimento.

Il tutto, privando i creditori di ogni utile garanzia di pagamento, risultando la società, al termine dell’operazione, una vera e propria “scatola vuota”, non più in grado di saldare i debiti.

Il risultato finale è stato quello di “svuotare” la società indebitata, privandola dei beni aziendali per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro.

Una volta “svuotata”, la società ha continuato parzialmente l’attività e si è resa sconosciuta al Fisco, non presentando più le dichiarazioni fiscali.

A conclusione delle indagini, è stato individuato il vero amministratore della società (amministratore di fatto), denunciato per bancarotta fraudolenta in concorso con l’amministratore fittizio (la “testa di legno”). Entrambi rischiamo ora la pena della reclusione fino ad un massimo di 10 anni.

Ricostruite le fittizie cessioni di beni, sono stati richiesti e ottenuti provvedimenti di sequestro cautelare per i beni aziendali ceduti, che saranno posti a garanzie dei debiti non pagati dalla società fallita.



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