GrNet.it - informazione Sicurezza e Difesa

Gio29062017

Ultimo aggiornamento07:33:48

Back SICUREZZA FORZE DELL'ORDINE Carabinieri Pavia, vasta operazione antidroga dei Carabinieri: arresti e perquisizioni

Pavia, vasta operazione antidroga dei Carabinieri: arresti e perquisizioni

  • PDF
Carabinieri-PaviaSgominato a Vigevano gruppo criminale dedito allo spaccio di stupefacenti. Pavia, 21 mar - Oggi i militari di Vigevano, coadiuvati da quelli delle Compagnie di Novara e Stradella (PV), coordinati dal Procuratore Capo della Repubblica, Giorgio REPOSO e diretti dal Procuratore Aggiunto Mario VENDITTI e dal PM  Ethel Matilde ANCONA, hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Pavia, nei confronti di 18 soggetti (indagandone in stato di libertà, nell’ambito dello stesso procedimento altri 23), resisi responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti, tra le persone oggetto di perquisizione due si sono aggiunte agli arrestati perché trovate in possesso di quantitativi di stupefacente (cocaina) tali da non poterne giustificare la detenzione per uso personale, portando così il numero delle persone sottoposte a limitazione della libertà personale a 20. Un totale che, sommando le due fasi dell’operazione, arriva a 65 arrestati e quasi 90 denunciati in stato di libertà (VideoRosso Guarda il video con le intercettazioni).

Come quanto accaduto nel mese di luglio, anche questa "costola" di indagine, ha confermato trattarsi a tutti gli effetti di un modello delinquenziale che ha tentato di assumere il pieno controllo della città ducale, grazie ad una marcata penetrazione nel tessuto sociale e commerciale e con aderenze in alcuni settori della pubblica amministrazione che ne hanno amplificato la pericolosità. Questa parte di attività investigativa è stata denominata "coffe time" in quanto nel linguaggio allusivo intercorso tra gli spacciatori e i loro clienti spesso per fissare l’appuntamento per gli acquisti di droga dicevano frasi del tipo: «...il tempo di un caffè», «...ci vediamo tra dieci minuti per il caffè» etc., dove i minuti indicavano il numero di grammi di cocaina richiesti.

Fulcro dello spaccio in città era zona Piazza Mercato ed in particolare un pub ivi ubicato, frequentatissimo, ma anche altri due bar del centro e l’esterno di almeno due pizzerie. In particolare mentre nei pub e nei bar avveniva lo smercio della cocaina, anche ad opera dei proprietari, presso le due pizzerie avveniva, ad opera dei soli pizzaioli e ad insaputa dei proprietari, lo smercio della marijuana.

L’operazione, in fase di riscontro, ha già consentito l’arresto in flagranza di reato di 15 persone e la denuncia in stato di libertà di altre 3, il recupero di numerose armi 9 pistole, 1 fucile semiautomatico, 1 fucile "a canne mozze", 1 fucile a pompa, 4 carabine con sistemi di precisione ottici (armi sequestrate, sia corte che lunghe, con matricola abrasa o provento di furto), 1 penna/pistola, una bomba artigianale, migliaia di cartucce e proiettili, nonché passamontagna e maschere per compiere rapine.

LO SPACCIO DI STUPEFACENTI

Fin dalle prime battute dell’indagine si era potuto supporre che alcuni degli indagati per il reato associativo ipotizzato fossero anche dediti ad una ben avviata attività di spaccio. Tuttavia, la strategia investigativa adottata, finalizzata per prima cosa ad individuare tutti i componenti dell’associazione dedita al traffico di armi, quindi a recuperarne il più possibile per rendere meno pericolosa l’organizzazione, non consentiva di perseguire tutte le condotte di spaccio senza allarmare gli associati che avrebbero così potuto comprendere dell’esistenza di indagini a loro carico ed eludere le stesse impedendo l’individuazione dei canali illeciti di smercio delle armi.

Raggiunto l’obiettivo del sequestro dell’arsenale dell’organizzazione criminale, venivano approfondite le indagini sullo spaccio di stupefacenti che alcuni fra i più pericolosi membri dell’associazione praticavano, con l’obiettivo di individuare i canali di rifornimento della cocaina ed arrestare gli indagati nella flagranza del reato, al fine di annullare del tutto la pericolosità sociale dell’associazione investigata. Impossibile invece stabilire con precisione il numero delle cessioni di droga al dettaglio, per l’elevato numero di soggetti coinvolti.

Il giro di spaccio emerso, era di cinque chilogrammi di marijuana a settimana e di circa due chilogrammi di cocaina al mese. Sono stati prudentemente operati alcuni riscontri che hanno permesso complessivamente il sequestro di 3 chilogrammi di marijuana e di un chilogrammo di cocaina pura, nonché il sequestro di denaro in contante. Il denaro ricavato dalla droga veniva riciclato nell’acquisto e nella ristrutturazione dei locali (in particolare bar), nell’acquisto di autovetture di grossa cilindrata e nell’acquisto di armi clandestine da vendere o utilizzare nella commissione di reati più gravi. Le armi in particolare erano l’arsenale "pronto" per essere utilizzato negli scontri con un gruppo criminale di etnia albanese, già dominante in città per lo spaccio di eroina, che stava cercando di assumere il predominio per quello della marijuana.

L’indagine ha interessato non solo la città ma anche altri comuni limitrofi, in particolare Gambolò, Mortara e Garlasco e molti locali presenti in questi centri, a testimonianza della capillarità della rete gestita dai soggetti indagati, centinaia di acquirenti già noti consumatori di stupefacenti emersi nel corso di pregresse attività di indagine.

Il fatto di essere alcuni di loro titolari di locali o comunque impegnati in attività lavorative a contatto con il pubblico, ha permesso a questi di sviluppare un notevole volume d’affari quantificabile nell’ordine dei 150-250 grammi di cocaina venduta settimanalmente ad un prezzo variabile tra i 70 ed i 90 euro al grammo in ragione della qualità data dal "taglio" della stessa. Il quantitativo ovviamente è stato maggiore in prossimità delle festività ed in occasione di richieste maggiori da parte degli acquirenti. La marijuana invece veniva venduta a mezzo chilo per volta ad un prezzo di 1.500 euro.

Il gruppo criminale che controllava lo spaccio della cocaina e marijuana in città era composto da circa 40 soggetti tra fornitori, organizzatori, spacciatori all’ingrosso e "cavallini" per lo spaccio al dettaglio.

Due i canali di rifornimento principali, uno a Santa Maria la Versa (PV) capeggiato da un cittadino albanese, all’apparenza imprenditore edile, ma di fatto ben inserito nel mondo del narcotraffico, l’altro nel novarese, ad opera di un socio in un’impresa di famiglia, di onoranze funebri.

Molteplici gli espedienti utilizzati dai componenti del gruppo criminale, per il trasporto "sicuro" della sostanza stupefacente e per la consegna ai clienti, sottofondi nella auto, nascondigli presso abitazioni di terzi non a loro riconducibili, magazzini in affitto o intesti a "teste di ponte", garage condominiali non riconducibili all’abitazione eventualmente occupata, addirittura bottiglie di bevande, modificate artigianalmente per l’occultamento delle dosi di stupefacente che venivano sistemate all’interno delle cassette di bibite dei bar coinvolti.



Loading...

News aggiornate

occhi
Occhi puntati sulla notizia

Top Web Site

soldato-computer
Sito web di riferimento per il comparto

Forum

professionisti
Professionisti a tua disposizione gratis

Smartphone

smartphone
Portale ottimizzato per gli smartphone
Per le pagine di menu: