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Concordia: De Falco, l'eroe del "cazzo!" che adesso contesta

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de-falcoRoma, 26 set - (di Giuseppe Paradiso) «Vada a bordo cazzo!», è questa l'esclamazione che ha reso famoso il comandante Gregorio De Falco, estratta dalla telefonata registrata durante la quale intimava al comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino - pavidamente al sicuro sulla terraferma - di tornare a bordo della sua nave per coordinare i soccorsi. Si conosce poco del passato dell'ufficiale di Marina in questione, che quella sera tuonava (a buon diritto) contro Schettino.

Facciamo così, diamo per scontato che il comandante De Falco sia un ottimo ufficiale, preparato, scrupoloso ed apprezzato dai propri subalterni e dai superiori. Facendo uno sforzo, diamo pure per assodato che le sue maniere ruvide nei confronti del comandante Schettino che ha ignobilmente abbandonato la nave ed i passeggeri al proprio destino fossero giustificate dalla portata eccezionale dell'evento e dall'ardore di salvare le vite in pericolo. Tutto giusto, ed infatti al comandante De Falco è stato tributato un encomio solenne.

Ma perchè - mi chiedo -, comandante De Falco, vuole usare questa storia per protestare contro un trasferimento ritenuto ingiusto? Glielo chiedo perchè vorrei sinceramente conoscere la sua opinione nel caso uno qualsiasi dei suoi sottoposti usasse le sue identiche motivazioni per contestare un trasferimento.

E che dire degli altri suoi colleghi ai quali è stata tributata la medaglia di bronzo al merito di Marina, che elencherò di seguito perchè - a mio sommesso avviso - hanno meriti ben superiori ai suoi?

  • Capitano di Fregata (CP) Rodolfo RAITERI
  • Sottotenente di Vascello (CP) Angelo DORIA
  • Sottotenente di Vascello Alessandro MINO'
  • Primo Maresciallo Nocchiere di porto/sommozzatore Giuseppe BUSICO
  • Capo di 1ª classe Nocchiere di porto/sommozzatore Majko ALDONE
  • Capo di 1ª classe Nocchiere di porto/sommozzatore Cataldo CARRIERI
  • Capo di 1ª classe Nocchiere di porto/sommozzatore Maurizio CIANFLONE
  • Capo di 1ª classe Nocchiere di porto/sommozzatore Dando DEL CARRO
  • Secondo Capo Nocchiere di porto/sommozzatore Luca CULTRERA
  • Secondo Capo Nocchiere di porto/sommozzatore Marco MELI
  • Sergente Nocchiere di porto/sommozzatore Leonardo CHERICI
  • Sottocapo di 2ª classe Nocchiere di porto/sommozzatore Raffaele BIRRA
  • Sottocapo di 2ª classe Nocchiere di porto/sommozzatore Angelo ESPOSITO
  • Sottocapo di 2ª classe Nocchiere di porto/sommozzatore Giuseppe MAROTTA
  • Sottocapo di 3ª classe Nocchiere di porto/sommozzatore Luigi SALADINI
  • Sottocapo Nocchiere di porto/sommozzatore Aniello PIRRO
  • Sottocapo Nocchiere di porto/sommozzatore Giuseppe RAVERA
  • Sottocapo Nocchiere di porto/sommozzatore Angelo SCARPA

Tutte queste persone sono state giustamente elogiate con l'identica motivazione: "Con perizia e indomita determinazione penetrava nelle strutture sommerse della Nave Costa Concordia, alla ricerca dei dispersi del naufragio. Mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica, operava nell'acqua torbida tra insidiosi ostacoli in sospensione con la nave adagiata sul fianco dritto e in precarie condizioni di stabilità. Fulgido esempio di elevata professionalità, coraggio e sprezzo del pericolo, con il suo operato dava lustro alla Marina Militare Italiana e al Corpo delle Capitanerie di Porto". - Isola del Giglio (GR), 14 gennaio - 6 maggio 2012.

Forse dobbiamo aspettarci che queste persone convochino una conferenza stampa quando - speriamo mai - nel corso della loro carriera ritenessero di aver subito un torto dalla propria amministrazione?

No comandante De Falco, io e lei sappiamo benissimo che non userebbero mai una simile motivazione per appianare possibili controversie sul lavoro anche perchè, se lo lasci dire, questi eroi silenziosi sono pressoché sconosciuti al grande pubblico. Nessuno di loro ha registrato una telefonata prontamente girata agli organi di stampa e verrebbero (forse ingiustamente) bellamente ignorati.

Ma lei no comandante: lei è quello che ha detto "Vada a bordo cazzo!", e quindi pretende quello che ritiene giusto e lo mette in piazza; e pazienza se i suoi superiori non sono d'accordo con le sue pretese. Di seguito, comandante De Falco, la nota stampa diffusa dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto che risponde puntualmente (e pubblicamente) alle sue lagnanze.

Il cambio di incarico del Comandante De Falco, da Capo del Servizio Operativo a Capo dell’Ufficio Studi – sempre nell’ambito della Direzione Marittima di Livorno – rientra nelle ordinarie dinamiche di impiego degli Ufficiali delle Capitanerie di Porto e risponde, in primo luogo, alla migliore organizzazione funzionale proprio di quella Direzione Marittima.

Va chiarito, in primis, che si tratta di un normale avvicendamento, comune a tutti coloro i quali, come il Comandante De Falco, hanno assolto ai propri obblighi di comando ed aspirano, poi, all’avanzamento al grado superiore. Ciò significa, in estrema sintesi - e senza avventurarsi in complicate argomentazioni sulla disciplina dell’impiego degli Ufficiali delle Capitanerie – che far permanere sine die il Comandante De Falco nell’attuale posizione impedirebbe ai suoi stessi colleghi di maturare le stesse esperienze e, soprattutto, le stesse condizioni giuridiche, per poter essere promossi.

Va poi aggiunto che il nuovo incarico riservato a De Falco quale capo dell’Ufficio Studi consentirà all’Ufficiale di evidenziare, ancora una volta, le proprie qualità nello svolgimento dei compiti di controllo di gestione, di addetto alle relazioni esterne e di assistente del Direttore marittimo, che il nuovo ruolo, appunto, gli riserva.

Ed è proprio in considerazione delle pregresse e specifiche esperienze maturate dal Comandante De Falco, che si è ritenuto di farlo permanere nella sede di Livorno (destinazione, peraltro, da lui stesso richiesta), anche per il contributo che egli saprà senz’altro fornire a supporto dell’attività giudiziaria ed amministrativa relativa alla sciagura della Nave Concordia.

Si ritiene che l’elementare e trasparente rappresentazione dei fatti, scevra delle dietrologie e dei complottismi da più parti sollevati, possa servire a fare chiarezza su questa vicenda che, dispiace dirlo, sembra rientrare a pieno titolo nel “molto rumore per nulla".

Ecco fatto caro comandante De Falco, ha sollevato pubblicamente le sue lagnanze ed altrettanto pubblicamente sono state ridimensionate; ma quello che veramente ritengo di cattivo gusto, è il fatto che lei sa benissimo che quella maledetta notte moltissime persone (rimaste ignote ai più), militari, forze dell'ordine, semplici cittadini, si prodigarono in atti di autentica generosità, senza chiedere nulla in cambio.

Non voglio certo alimentare "dietrologie e complottismi", come sottolinea il suo Comando Generale, ma se il suo era un "parlare a nuora, perché suocera intenda", la invito ad essere più coraggioso ed esporre chiaramente quello che sa e le reali motivazioni del suo agire, perchè altrimenti con il suo comportamento rischia di mettere in ombra il lavoro - mai abbastanza riconosciuto ed elogiato - dei tanti suoi colleghi che si spaccano la schiena giorno e notte per assicurare il soccorso in mare, "mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica", il cui unico riconoscimento - può starne certo - è l'intima soddisfazione che sgorga dalle loro coscienze per aver adempiuto il proprio dovere di marinaio e di uomo/donna.


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