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Tortura, Amnesty International: l'Italia ha 27 anni di ritardo sull'introduzione del reato

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TorturaLETTERA AL MINISTRO ORLANDO PER RIVEDERE E APPROVARE LA LEGGE IN TEMPI BREVI. Roma, 21 feb - «Siamo arrivati a 27 anni e due mesi ormai di ritardo sull'introduzione della tortura come reato nel codice penale italiano: la buona notizia è che il ministro Orlando ha dato impulso ad una ricalendarizzazione in Senato».

Lo ha detto all'Adnkronos Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International a margine della presentazione del rapporto annuale dell'organizzazione internazionale sulla situazione dei diritti umani nel mondo.

Amnesty proprio ieri ha inviato una lettera, insieme ad Antigone, A Buon Diritto e Cittadinanzaattiva, al ministro della Giustizia, Andrea Orlando nella quale chiedono al ministro «di voler perseguire con determinazione l'obiettivo dell'introduzione di una fattispecie specifica di tortura nel nostro ordinamento. A tal proposito, ci permettiamo di segnalarle come, a nostro avviso, la definizione contenuta nel testo attualmente oggetto di discussione in Senato presenti diversi elementi problematici, alcuni dei quali la rendono difforme da quanto richiesto dall'attuazione della convenzione delle nazioni unite contro la tortura, ratificata dall'italia nel lontano 1989».

Noury ha evidenziato come sia necessario accelerare i tempi: «Noi chiediamo che ci sia un iter sollecito, perché se ricominciamo con questa alternanza tra un ramo e l'altro del Parlamento, in cui ogni volta il testo deve essere riesaminato perché è stato modificato di una virgola o di un aggettivo non si finisce più. Speriamo, quindi, che ci sia un'accelerazione e chiediamo anche al governo di farsi carico di un'iniziativa sua forte e proponga un emendamento che ritorni al testo che era stato approvato alla Camera perché se il Senato modifica, come pare sia intenzionato, il testo dovrebbe tornare alla Camera: non si finisce più e non basterà questa legislatura».

Dello stesso parere Antonio Marchese, presidente della sezione italiana di Amnesty International: «dopo un incompresibilmente lungo di fermo in Parlamento, il testo sul reato della tortura dovrebbe essere di nuovo all'ordine del giorno a breve, ma problema è che il testo in discussione è un testo che non adempie adeguatamente la Convenzione della tortura delle Nazioni Unite. Ecco perché abbiamo inviato la lettera al ministro Orlando, chiedendo di presentare un emendamento con una nuova definizione di tortura che venga approvato entro al fine della legislatura».(AdnKronos)


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