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Wikileaks: l'ombra della Russia dietro le nuove rivelazioni

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wikileaksWashington, 8 mar - L'Fbi si prepara a lanciare una nuova caccia per stanare la "talpa" che dall'interno dell'intelligence community americana avrebbe passato a Wikileaks i segreti degli hacker della Cia, che spiano attraverso smartphone, computer e televisori.

Ma il nuovo attacco all'America del sito fondato da Julian Assange avviene in una situazione molto diversa dal 2010, quando Wikileaks rivelò al mondo i segreti delle guerre, sporche, degli Stati Uniti in Iraq ed Afghanistan e divenne il baluardo della libertà di informazione sul web.

«La pubblicazione degli strumenti di hackeraggio della Cia non è una vittoria dell'opinione pubblica americana ma della Russia», sentenzia infatti Salon, storica testata web liberal americana, sottolineando che questa volta non sono stati rivelati documenti politici ma manuali ed istruzioni scritti da ingegneri per il funzionamento degli strumenti usati nelle inchieste criminali, di terrorismo e di controspionaggio.

E non si può non ricordare che Wikileaks pubblicò, nelle ultime settimane di campagna elettorale, i documenti e le mail del comitato democratico e dello staff di Hillary Clinton che, secondo quanto ha stabilito la Cia, sono state rubate dal collettivo di hacker Guccifer 2.0 collegato all'intelligence militare russa.

«Mosca scelse Wikileaks per la sua autoproclamata reputazione di autenticità», affermò allora l'agenzia di intelligence. Assange negò di aver ricevuto i documenti dalla Russia, ma incassò l'entusiastico sostegno dell'allora candidato Donald Trump - «Io amo Wikileaks» gridò durante un comizio ad ottobre - che, va ricordato, aveva più volte esortato hacker, ed anche la Russia, a rubare e pubblicare le famose mail scomparse dell'ex segretario di Stato.

In questo scenario non è strano quindi che nel mondo degli esperti di sicurezza di Washington vi sia chi avanza il dubbio che queste nuove rivelazioni di Wikileaks non siano altro che l'ultima battaglia tra i servizi americani e la Russia sulle interferenze che quest'ultima ha avuto nelle elezioni americane. Una battaglia in cui la leadership politica uscita vincitrice da queste elezioni appare schierata contro e non al fianco della sua intelligence, come appare evidente da tutti gli attacchi fatti da Trump alle agenzie.

E, intervistato dal Guardian, James Lewis, vice presidente del Center for Strategic and International Studies, esperto in cyber security, è arrivato a supporre che dietro a queste rivelazioni vi possa l'intento di sostenere chi, nel campo di Trump, ha affermato che in realtà i presunti attacchi hacker russi siano state delle "false flag operation", cioè delle operazioni condotte dagli stessi servizi americani per danneggiare il nuovo presidente.

«Questa potrebbe essere una spiegazione dei leaks, cioè quella di fornire i dati per dimostrare che in realtà le interferenze russe fanno parte di un "deep state ploot"», ha detto usando il termine con cui la stampa alla Breitbart indica il presunto complotto che Barack Obama avrebbe ordito per controllare i telefoni di Trump. E non va dimenticato, infatti, che Trump «ha chiesto alle commissioni del Congresso che stanno indagando sulle interferenze di Mosca di cercare le prove del fatto che Obama ordinò di spiarlo».

Il sito di Assange - che dall'ambasciata dell'Ecuador dove è rifugiato da quattro anni per sfuggire ad un mandato d'arresto svedese conduce un suo programma sulla televisione russa di stato Rt - afferma di aver ricevuto i nuovi documenti da uno degli "ex hacker governativi americani e contractor che hanno lo avuto in modo non autorizzato".

E' un dato comunque che in questi anni Wikileaks ha pubblicato ben pochi, se non nessuno, documenti imbarazzanti per Mosca. «Ci sono molte prove circostanziali dei legami tra Assange e la Russia - conclude Susan Hennessey, ex avvocato della Nsa ora alla Brooking Institution ricordando appunto la pubblicazione delle mail della Clinton - il coinvolgimento di Wikileaks crea sospetto, per l'impegno a pubblicare materiale che danneggia gli interessi occidentali, evitando invece materiale che possa colpire gli interessi russi».

L'Fbi ha lanciato la caccia alla "talpa" che ha passato a Wikileaks i segreti sull'arsenale degli hacker della Cia. Ed intanto l'intelligence community americana, e l'industria a lei legata, stanno verificando i danni che potranno essere procurati dalle rivelazioni su come. E stanno cercando anche di prevedere quelli che saranno provocati dai prossimi documenti che il sito di Julian Assange ha promesso di pubblicare.

Ma è soprattutto l'idea dopo i casi di Chelsea Manning, Edward Snowden ed Harold Martin, ci si trovi di nuovo a fare i conti con una talpa interna ad allarmare i vertici del controspionaggio americano.

Sicuramente verrà coinvolta anche l'industria high tech che fornisce all'intelligence il supporto tecnologico, anche se dalla Silicon Valley si afferma che non era stata ricevuta nessuna indicazione, né dal governo né dalla hacker community, del fatto che Wikileaks preparasse queste nuove rivelazioni. (AdnKronos)


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